Sotto la neve pane (Albatros Edizioni) di Gabriella Romolini e Maria Giorgini è un’opera che avvolge il lettore in un caldo abbraccio fatto di ricordi, tradizioni e racconti di vita vissuta.
È un libro nato quasi per caso, durante il periodo della quarantena del 2020, quando Gabriella ha deciso di raccogliere i racconti della madre ultranovantenne Maria, intrecciandoli con i propri ricordi e quelli di amici e parenti. Il risultato è un mosaico affascinante e commovente, capace di trasportare il lettore in un passato autentico e genuino.
La narrazione si snoda attraverso aneddoti di vita contadina, episodi familiari e momenti di semplice quotidianità, come la preparazione della “vinata” a base di castagne o il bucato con la cenere, che oggi appaiono lontani ma che attraverso le parole delle autrici tornano a vivere con straordinaria vividezza. Ogni racconto è intriso di emozioni e di quella saggezza popolare che solo chi ha vissuto con semplicità e resilienza può trasmettere. Gabriella Romolini, con uno stile fluido e sincero, lascia spazio alla voce della madre, creando un dialogo intimo e toccante che coinvolge profondamente il lettore. Le ambientazioni toscane, da Raggiolo a Fiesole, fanno da sfondo a questa narrazione che sembra quasi una raccolta di storie attorno al fuoco, dove il tempo si dilata e i ricordi diventano patrimonio collettivo. Il lettore si ritrova così a conoscere personaggi indimenticabili come la nonna Emma, il nonno Alfonso o lo zio Basilio, figure che incarnano i valori di una vita semplice e autentica. Ma ciò che rende davvero speciale questo libro è la capacità di far emergere emozioni universali: l’amore per la famiglia, la forza dei legami intergenerazionali, il valore delle tradizioni e il desiderio di custodire la memoria di chi ci ha preceduto.
Sotto la neve pane è un libro che invita a rallentare, ad ascoltare e a riscoprire le nostre radici in un mondo sempre più frenetico e distante da certi valori. Con la sua prosa semplice e genuina, Gabriella Romolini riesce a trasmettere calore e dolcezza, senza mai cadere nella retorica. Ogni pagina è un piccolo tesoro di saggezza popolare, arricchito da proverbi, aneddoti e ricette che raccontano una Toscana antica e ormai quasi scomparsa. Ma ciò che colpisce profondamente è la naturalezza con cui la voce di Maria emerge tra le righe, con la sua saggezza e il suo modo di raccontare le vicende della sua giovinezza, offrendo uno spaccato autentico di un’epoca che sembra ormai lontana. Si percepisce la fatica del lavoro nei campi, l’importanza della famiglia e della comunità, ma anche la gioia delle piccole cose, come una serata davanti al camino o la preparazione di un pasto condiviso. La narrazione è arricchita da dettagli che rendono il racconto vivido e coinvolgente: il mulino di Casa Morino, dove si portavano le castagne a macinare, le giornate passate a raccogliere legna, la cura del ciuchino con cui si trasportavano i raccolti. Ogni episodio è narrato con una delicatezza che tocca il cuore e fa emergere una nostalgia dolce e confortante. In definitiva, Sotto la neve pane è un’opera che va letta con il cuore aperto, pronta a risvegliare ricordi sopiti e a regalare momenti di autentica emozione. È un libro che non si dimentica facilmente e che lascia nel lettore un senso di appartenenza e di gratitudine per le storie che ci hanno preceduto.
Un viaggio dolce e commovente nella memoria familiare che saprà conquistare chiunque abbia a cuore il valore delle radici e della tradizione. Un’opera che profuma di pane appena sfornato e di storie antiche, capace di farci riscoprire la bellezza della lentezza e dell’ascolto, dove ogni parola ha il sapore di un tempo che non va dimenticato, ma custodito con amore. Un libro che riesce a connettere le generazioni, offrendo uno spunto di riflessione sulla nostra identità e sulle nostre origini, e che invita a rallentare, ad ascoltare e a riscoprire il valore della semplicità.
FEDERICA OCCHIPINTI