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Visti, rivisti, da rivedere – Oltre il guado – Across The River

locandinaoltreilguadoMarco è un naturalista che decide di lavorare sul comportamento di alcuni animali selvatici che abitano le foreste friulane. Installa, così, una telecamera sul collo di una volpe per seguirne i movimenti e scrutarne gli atteggiamenti. Durante la visione di uno dei video registrati in questo modo, però, si accorge dell’esistenza di un paesino sconosciuto con molte case diroccate e abbandonate. Decide, così, di recarvisi col suo camper, oltrepassando il fiume, cosa che gli impedirà di tornare indietro, a causa di un’esondazione. E vorrà disperatamente tornare indietro, dal momento che appena messo piede nel paesino sperduto, strane e terrificanti cose cominciano ad accadere…

Se recentemente l’horror rurale italiano sembra essere tornato al centro dell’interesse dello spettatore grazie al ritorno di Pupi Avati con il suo Il Signor Diavolo, non si può tralasciare questa piccola perla di cinema di genere firmata Lorenzo Bianchini, regista e sceneggiatore che con scarsissimi mezzi a disposizione e con solo la forza delle sue idee, brillanti e vincenti, è riuscito a regalarci un’opera stratificata, complessa, inquietante e oltremodo ipnotizzante.

Se consideriamo lo stile realistico, quasi naturalistico oseremmo dire, con cui è diretta questa storia di strane presenze e perturbanti leggende, non possiamo che gridare al piccolo miracolo di fronte ad un film che, nonostante questo, riesce a trasmettere angoscia e terrore, grazie ad un utilizzo sapientissimo delle atmosfere e dell’ambientazione, nonostante i pochi o quasi inesistenti effetti speciali o l’assenza degli ormai immancabili jump scares che infestano ogni film horror, o quasi, che arriva nelle nostre sale.

oltreilguado1Affidando la sua pellicola nelle mani dell’attore protagonista quasi totalmente muto durante tutto il film, Bianchini ci restituisce un titolo che si fa apprezzare per le fortissime suggestioni e per la capacità di coinvolgimento in grado di immergere lo spettatore nei misteri di questi luoghi sinistri e inquietanti, senza mai miracolosamente annoiarlo, nonostante la quasi totale assenza di dialoghi, come dicevamo, o di colpi di scena.

Non manca  anche un’interessante riflessione sul rapporto dell’uomo con la natura e su come spesso la curiosità estrema possa portare a risultati poco desiderati: della serie che certi luoghi e certe storie andrebbero lasciati “sepolti”, pena il loro rivoltarsi contro occhi fin troppo indiscreti.

Trailer del film:

ALESSANDRA CAVISI

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